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Terme di Porta Romana

TERME MILANO PORTA ROMANA
Terme Euriclee di Porta Romana - Milano - Veduta esterna con tram storico
Terme Euriclee di Porta Romana
Fonti
Un po' di storia

Mappa delle acque di MilanoNon tutti sanno che Milano ha una lunga tradizione termale risalente all’epoca romana.
 Le “terme Erculee” vennero infatti erette alla fine del III secolo dall’imperatore Massimiano il cui appellativo specifico era “Erculeo” (da cui le terme presero il nome) durante il periodo in cui Mediolanum fu la capitale dell’Impero Romano D’Occidente. A Milano, le terme vennero realizzate vicino a Piazza San Babila, zona caratterizzata dall’abbondanza di acqua. Si pensa che a Milano le terme siano state create dove scorreva l’Acqualunga, un fontanile che nasce a Precotto, lungo viale Monza; ai tempi dei Romani era forse un affluente del Seveso e con esso contribuiva all’approvvigionamento idrico di Milano. Al suo attraversamento si attribuiscono i resti di un supposto ponte romano rinvenuti a San Babila. In tempi storicamente più recenti l’acqua del fontanile scorreva copiosa nei giardini di villa Finzi a Gorla e vi formava addirittura un laghetto, arrivava a Loreto e discendeva per l’attuale corso Buenos Aires e corso Venezia, bagnando gli orti di Porta Orientale e formando alla fine dell’Ottocento i ruscelli dei Giardini pubblici. 
Del monumentale termale, a seguito delle invasioni barbariche oggi resta ben poco.

Le Acque di Milano

Uno studio del 2020 ad opera del geologo Francesco Nicolodi evidenzia che le acque presenti nel sottosuolo del comune di Milano rappresentano una risorsa fondamentale per la città.
In particolare, le acque termominerali a carattere solforoso dell’acquifero profondo, derivanti da falde residuali di origine marina Plio-Pleistocenica hanno una chimica molto simile a quella delle sorgenti idrotermali e per questo motivo potrebbero essere estratte ed impiegate per la realizzazione di centri termali nella città di Milano.
Questa pubblicazione conferma che le acque minerali potrebbero rappresentare per Milano una risorsa economica importante, che si basa sull’esclusività di possedere terme a carattere naturale, alimentate dagli acquiferi profondi nel sottosuolo e non soggette a condizionamento da parte dell’uomo.
Lo sfruttamento di tali giacimenti pone, alcune limitazioni pratiche, tuttavia la presenza di terme con acque minerali naturali, oltre ad aumentare il prestigio degli impianti sarebbe una fonte di attrazione per molte persone, poiché risulterebbe più facile da raggiungere rispetto a sistemi termali attualmente utilizzati e presenti in altre zone.

Le Terme di Milano oggi

Le acque usate nel centro benessere a piazzale Medaglie d’Oro non arrivano dalla Valtellina come auspicato dalla proprietà, ma direttamente dall’acquedotto,  o del rubinetto che dir si voglia. Ovviamente trattata, controllata, riscaldata e ionizzata.
La proprietà, conscia della ricchezza del sottosuolo di Milano, dichiara che “basterebbe” trivellare in piazzale Medaglie d’oro, per esempio, per scovare acqua mineralizzata, che avrebbe caratteristiche assimilabili a quella termale.
Naturalmente il problema è complesso e lo studio geologico sopracitato ci dice che gli strati sono discontinui e il “pescaggio delle acque” sarebbe molto complesso.
Tuttavia, il centro Benessere di Porta Romana, rappresenta un luogo evocativo e con una storia alle spalle, sia per le mura Spagnole che lo cingono sia per la struttura liberty di piazzale Medaglie d´oro, che da ex dopolavoro Atm è stata trasformata in un centro di relax e benessere cittadino

 

Terme Milano Porta Romana
Da stazione funebre a centro benessere.

La Stazione funebre di Porta Romana fu eretta 1908 per il servizio speciale tranviario di trasporto delle salme verso i cimiteri della città. Fu realizzata su disegno dell’architetto Pasquale Tettamanzi.
La necessità di allestire una nuova stazione tranviaria per il trasporto dei defunti verso i cimiteri cittadini nacque dalla rapida crescita demografica della città, soprattutto verso sud, che rendeva disagevole per la cittadinanza servirsi della già esistente Stazione funebre di via Bramante, ormai distante più di cinque chilometri dai nuovi quartieri di Porta Romana e di Porta Vigentina.
I disagi erano ancora maggiori durante le stagioni invernali e soprattutto per le classi meno abbienti.

Già da tempo il Comune di Milano aveva quindi pensato di costruire una seconda stazione nella zona sud Milano che raccogliesse i defunti e i cortei funebri dai quartieri limitrofi per poi smistarli nei cimiteri. In particolare, i cortei diretti al Monumentale erano fino ad allora obbligati a passare per le strette vie del centro e a superare molte linee di binari tranviari, dando intralcio alla circolazione dei convogli.
La scelta della zona di piazzale Medaglie d’Oro fu dettata dalla vicinanza alla Circonvallazione dei Bastioni, già ampiamente servita da molti binari tranviari, dall’essere crocevia di molte strade principali e dalla posizione non troppo esposta alla vista degli abitanti dei caseggiati vicini.
La scelta dell’area su cui fabbricare la nuova stazione cadde su un terreno contenuto all’interno dei bastioni, in prossimità dell’ex dazio di Porta Romana, sul Monte Tabor (così chiamato a memoria battaglia del 1799 vinta dai francesi sugli arabo-turchi), creato nel 1818 con l’accumulo di macerie delle numerose brecce che i francesi avevano aperto nella cerchia dei bastioni spagnoli.
La stazione, definibile in stile Liberty, era costituita da un fabbricato contenente i locali di servizio con due atri laterali, da un deposito per le vetture tranviarie da una tettoia per gli stessi tram; era separata dalla strada da un muro di cinta fornito di una cancellata in modo da renderla poco visibile dalla via.
Il tram di colore nero con cui venivano trasportate le salme, il cui primo viaggio risale al 1907, era studiato apposta per offrire questo servizio specifico ed era composto da due carrozze: la prima dedicata alla salma del defunto, la seconda studiata per ospitarne i parenti nel viaggio verso il cimitero; era riscaldato per la stagione invernale e ventilato per quella estiva.
Oggi negli splendidi giardini delle terme possiamo notare un antico tram adibito a sauna; infatti, per ricordare la vecchia vocazione del luogo, “QC TermeMilano” ha deciso di far installare nel cortile interno della struttura una vettura storica “Ventotto” a “carrelli”, restaurandola in accordo con la sovrintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio di Milano e trasformandola nel Tram del Benessere, la prima biosauna al mondo creata all’interno di un tram.
Il luogo del lutto è oggi un luogo di benessere raffinato ed esclusivo, con ambienti esterni ed interni suggestivi e ben curati che rievocano una bellezza che affonda le sue radici in tempi lontani, in coerenza con l’intera storia del nostro territorio.


Articolo di Deborah Esposito  – EVF