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Marcite

Sommario

Marcìte, Storia e Tecnica
Marcìte, Storia e Tecnica: Fotografia © Walter Ferrari
Storia

Il termine “marcita” ha radici antiche e affonda le sue origini nelle grandi aziende agricole delle abbazie, chiamate grange, dove fu introdotta per la prima volta. Questa tecnica colturale caratteristica della Pianura Padana, della Svizzera e della Gran Bretagna consiste nell’irrigazione a gravità utilizzando l’acqua proveniente dalle risorgive, anche durante la stagione invernale.
Nella pianura padana, fu usata per la prima volta nei territori che erano di priorità delle abbazie.
La famiglia Archinto, antica famiglia nobile milanese, donò alla comunità cistercense, un appezzamento di terreno, sul quale i monaci costruirono l’abbazia di Chiaravalle.

Una Tecnica Innovativa

L’acqua di risorgiva, mantenuta in continuo movimento dal terreno dolcemente declinante, impedisce il congelamento del suolo durante l’inverno. Questa caratteristica unica permette lo sviluppo continuo della vegetazione anche durante i mesi più freddi, consentendo ai contadini di effettuare numerosi tagli di foraggio.

Contributo dei Monaci Cistercensi

La storia della marcita è avvolta da leggende e attribuzioni, ma si ritiene comunemente che siano stati i monaci, specialmente i Cistercensi provenienti dalla Francia, a contribuire in modo significativo alla sua diffusione nelle campagne del nord Italia. Questa pratica permetteva ai contadini di alimentare il bestiame con erbe fresche a partire da fine febbraio, ottenendo rese di latte e derivati del latte che primeggiavano in Europa.

Struttura e Funzionamento

La coltivazione a marcita è basata su un semplice ma arduo principio: il prato è uniformemente percorso da un velo d’acqua in costante movimento. Questo richiede tecniche idrologiche avanzate, con un terreno caratterizzato da una pendenza leggera ed omogenea. L’acqua viene distribuita da una roggia di alimentazione e raccolta da una roggia drenante, consentendo il movimento uniforme e la riutilizzazione per l’irrigazione di campi posti più a valle.

Evoluzione Attuale

Nel corso del XX secolo, le colture a marcita sono state abbandonate in favore della coltura industriale del mais, considerata più redditizia. Questo cambiamento ha portato all’abbandono dei fontanili, mettendo a rischio molte specie animali e vegetali. Tuttavia, oggi alcune aree stanno cercando di preservare e ripristinare le marcite, riconoscendone il valore storico e ambientale.

Un Futuro per le Marcite
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