Storia

I romani
I conquistatori romani cercarono di costruire abitazioni e paesi, rifacendo ciò che le guerre avevano distrutto.
Per far sì che tutti i loro possedimenti avessero un posto in cui rifornirsi, misero dei coloni addetti al lavoro delle terre fertili.
Per questo affidarono le coltivazioni a famiglie romane come i Fabi, I Muzi, i Balbi, i Valeri, i Corneli, i Pompei, … di questi nomi illustri molti si distinsero valorosamente in battaglia, così diedero i propri nomi ai paesi della zona come: la Fabia, la Muzza, Isola Balba, Balbiano, Valera (Fratta), Villa Cornelia e Corneliano, Muzzano e Villa Pompeiana…
Tra questi, anche persone di minor rilevanza hanno lasciato, in eredità ai posteri, il loro nome legato ad un paese: Mulatius (Mulazzano), Marinius (Marignano), Cervinius (Cervignano), Calipius (Caleppio), Quartilius (Quartiano), Metilius (Mediglia), è tra questi uomini altrettanto valorosi che troviamo il valoroso Trebius, che diede origine al nome del nostro paese: dall’aggettivo Trebianus a Trebiano.
Attraverso i secoli il paese fu quasi sempre detto Trebbiano o Trebbiano; ma solo verso il 1600 il 1700 si trasformò in Tribiano.
Tutte queste informazioni sono contenute in vari documenti antichi e importanti, frutto di una ricerca approfondita.

Territorio
Il territorio di Tribiano è attraversato dal corso d’acqua denominato Addetta, in origine un fiume con un ingente portata d’acqua, e che, con il passare dei secoli, ha perso la sua importanza e la sua effettiva origine.
Secondo gli storici l’Adda, discendente dal lago di Lecco, attraverso Paderno e Trezzo, ed appena giunta a Cassano si divideva in 2 rami distinti.
Il ramo di sinistra, l’Adda attuale, prosegue il suo corso passando per Lodi ed il lodigiano, sfociando nel Po’; mentre il ramo di destra, passando per Trucazzano, Comazzo, Paullo, Tribiano, Colturano si unisce ed ingrossa il Lambro presso Melegnano.
Col passare dei secoli il ramo di destra, chiamato Addetta, per la composizione del terreno, venne lentamente ad asciugarsi, mentre il ramo di sinistra, che è l’Adda odierna, si ingrossava, fino all’allargamento nel 1220 da Cassano a Paullo che gli valse il nome di Adda Nuova.
Nome che durò poco perché quasi per affinità con la Muzzetta, ramo che si staccava poco più sopra di Paullo e che indirizza le proprie acque verso Muzzano, venne subito ribattezzata Muzza.
Tale nome lo porta da Cassano d’Adda a Paullo per la lunghezza di 19 Km su tutto il territorio del lodigiano da esso bagnato, mentre l’Addetta (in origine Addella) è lunga 9 Km circa tra il territorio di Colturano e Melegnano.
Purtroppo l’Addetta ha perso la sua portata originaria e risulta ricevere le sue acque dal Canale della Muzza e da fossi irrigatori e scolatori.
Anche la pescagione, una volta abbondante, và diradandosi non recando più alcun vantaggio agli abitanti delle sue sponde.

Economia

Paese storico ad economia principalmente agricola, ha visto intorno agli anni ’60, l’installazione sul territorio di circa 70 fabbriche/ industrie, che assicurano il lavoro a migliaia di operai provenienti dai comuni limitrofi.

Il paesaggio è tipico della Pianura Padana: bello e suggestivo con i campi circondato da rogge, fossati e canali, atti all’irrigazione, lunghi viali resi eterei dai filari di pioppi, platani e salici che ne costeggiano i margini.

Anche il lavoro nei campi si è evoluto rispetto a 40 anni fa: infatti il lavoro prettamente manuale è stato integrato con l’ausilio di macchine che hanno permesso l’alleggerimento della manovalanza impiegata, l’aumento della quantità e qualità della produzione.

Questa meccanizzazione ha influito sul cambiamento delle abitudini e dello stile di vita dei contadini.

Anche le colture variano in base alle nuove esigenze: i campi ad erba per la fienagione, vengono affiancati da frumento per raccolto, il mais o granoturco per la sfibrazione, ma soprattutto viene introdotta la coltivazione dell’orzo.

Purtroppo per dare spazio alle nuove colture sono, a man mano, svanite le coltivazioni di riso, ravizzoni di primavera, l’avena da alimentazione, purtroppo qui, come in tutto il territorio lombardo.