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La Leggenda iniziatica del Drago Tarantasio

Il drago Tarantasio e il lago Gerundo

“Il Custode delle Acque e delle Ombre”
Drago Tarantasio - Ecomuseo Vettabbia Fontanili

Molto tempo fa, quando la pianura lombarda era ancora coperta dalle acque del Lago Gerundo, viveva una creatura antica e potente: il drago Tarantasio. Non era un mostro qualunque, ma il custode dell’equilibrio tra luce e ombra, tra ciò che si vede e ciò che si teme.

Drago Tarantasio - Leggenda

Tarantasio abitava le profondità del lago, dove le acque stagnanti conservavano i segreti della terra e dell’anima. Si diceva che il suo respiro portasse nebbia e febbre, ma solo a chi non sapeva ascoltare. Perché il drago non distruggeva: metteva alla prova.

Il drago Tarantasio e il Lago Gerundo
Alla ricerca dell’uovo del drago

Ogni cento anni, un bambino dal cuore puro veniva scelto per affrontare il drago. Non con la spada, ma con il coraggio di guardare dentro sé stesso. Chi riusciva a trovare l’uovo del drago, nascosto tra i fontanili e le rogge, riceveva un dono: la visione del vero.

Uovo del Drago Tarantasio
Dall’oscurità alla fertilità

L’uovo non conteneva un drago, ma una possibilità. Era il simbolo della “trasformazione”, della capacità di cambiare ciò che è oscuro in qualcosa di fertile. Così nacquero i mulini, le cascine, le sorgenti: da ciò che era temuto, nacque ciò che nutre.

Alla ricerca dell’uovo del drago
La pianura padana e il Lago Gerundo

Oggi, il drago dorme. Ma il suo uovo è ancora lì, da qualche parte, tra le radici di un albero Monumentale o sotto la ruota di un Mulino. E chi lo troverà, non troverà solo una creatura magica… ma la propria forza interiore.

Alla ricerca della forza interiore
Una chiave interpretativa della leggenda… inedita!

La leggenda del drago Tarantasio, che aleggia sulle acque scomparse del Lago Gerundo tra Lodi e la Bassa lombarda, è molto più di un racconto popolare: a livello esoterico, racchiude simbolismi profondi legati alla trasformazione, alla purificazione e alla lotta tra forze opposte.
Il Drago come Archetipo dell’Ombra è descritto come una creatura pestilenziale, divoratrice di bambini, che ammorbava l’aria e distruggeva le barche.

In chiave esoterica rappresenta l’ombra collettiva, ciò che è rimosso, temuto, ma necessario da affrontare. È il guardiano della soglia, l’Arconte, simbolo delle paure che bloccano l’evoluzione spirituale.
Il Lago Gerundo come Inconscio, il lago torbido e malsano dove viveva il drago , è metafora dell’inconscio profondo, delle acque interiori dove si annidano traumi, memorie e potenzialità non ancora emerse.
Il prosciugamento del lago simboleggia la purificazione e il ritorno alla coscienza.
La sua uccisione è un Rito di Trasformazione.
Secondo le leggende, Tarantasio fu sconfitto da figure simboliche come San Colombano, Federico Barbarossa o il capostipite dei Visconti.
L’atto di uccidere il drago rappresenta la trasmutazione dell’energia negativa in forza creativa.
Il biscione visconteo (che ingoia un bambino) è un potente simbolo alchemico: la digestione dell’innocenza per generare potere e rinascita.
Origine dalle carni di Ezzelino da Romano: alcune versioni narrano che il drago nacque dalle carni putrefatte del condottiero Ezzelino III da Romano, figura storica associata alla violenza e alla distruzione.
Questo dettaglio rafforza l’idea del drago come manifestazione karmica, generata dal male accumulato.
In sintesi, il drago Tarantasio, nella sua dimensione esoterica, incarna
la paura primordiale che deve essere affrontata per evolvere,
il lato distruttivo della natura ed il potere creativo dell’anima, nonché il passaggio iniziatico: solo chi affronta il drago può accedere alla saggezza, alla guarigione e alla trasformazione.


Giada De Marni