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Laghetto Azzurro

Il laghetto Azzurro, in Via Giacomo Matteotti 56 a Peschiera Borromeo (MI), 20068
Il laghetto Azzurro, in Via Giacomo Matteotti 56 a Peschiera Borromeo (MI), 20068

SCHEDA

Una storia d’acqua che cambia il paesaggio

Chi arriva al Laghetto Azzurro non immagina subito che questo specchio d’acqua, così quieto e circondato dal verde, sia nato da una storia recente e profondamente legata al lavoro dell’uomo. Siamo nella pianura a sud‑est di Milano, un territorio dove l’acqua ha sempre avuto un ruolo decisivo: rogge, canali irrigui e fontanili hanno modellato per secoli il paesaggio agricolo, rendendolo fertile e vivo. In mezzo a questa trama d’acqua antica, il Laghetto Azzurro racconta invece una trasformazione più moderna, ma non meno significativa.

Laghetto Azzurro per pesca sportiva a Peschiera Borromeo (ottobre 2022)
Quando una cava diventa un lago

Negli anni Sessanta, qui non c’era un lago: c’era una cava di sabbia e ghiaia, una delle tante che hanno accompagnato la crescita edilizia dell’area milanese. Gli scavi si approfondirono fino a raggiungere la falda, e l’acqua iniziò a emergere lentamente, riempiendo la conca. Quello che era un vuoto nel terreno si trasformò così in un bacino stabile, destinato a cambiare il volto del luogo.
Con il passare degli anni, la cava abbandonata divenne un piccolo lago. Negli anni Ottanta l’area fu recuperata e attrezzata per la pesca sportiva e il tempo libero, diventando un punto di ritrovo per gli abitanti di Peschiera Borromeo e dei comuni vicini.

Un’oasi che cresce da sé

Oggi il Laghetto Azzurro è circondato da una vegetazione che sembra essere sempre stata lì: pioppi, salici, arbusti, canneti. La presenza dell’acqua ha attirato uccelli acquatici — anatre, cigni, aironi — e piccoli animali che trovano nel laghetto un habitat tranquillo. Il paesaggio, pur nato da un intervento umano, ha assunto nel tempo un carattere naturale e accogliente.
Passeggiando lungo le sue sponde si percepisce un ritmo diverso da quello della città: l’acqua immobile, il fruscio degli alberi, il volo improvviso di un uccello. È un luogo semplice, frequentato da famiglie, pescatori, camminatori e da chi cerca un momento di quiete a pochi passi da Milano.

Un nuovo capitolo nel paesaggio della pianura

Il Laghetto Azzurro non appartiene alla tradizione dei fontanili né alla rete idrica storica della pianura. Eppure, nel percorso dell’Ecomuseo della Vettabbia e dei Fontanili, rappresenta un tassello prezioso del paesaggio contemporaneo: mostra come il territorio continui a trasformarsi, come spazi nati per l’estrazione possano diventare luoghi di natura, socialità e memoria.
In una pianura sempre più urbanizzata, questo piccolo lago contribuisce a mantenere viva la presenza dell’acqua e offre un punto di sosta dove osservare, respirare e ritrovare un legame con l’ambiente che ci circonda.

Dove si trova

Un punto d’acqua che custodisce memoria, paesaggio e continuità ecologica

Il Laghetto Azzurro, in Via Giacomo Matteotti 56 a Peschiera Borromeo (MI), 20068, è uno dei luoghi in cui il territorio rivela con maggiore chiarezza la sua doppia natura: urbana e rurale, quotidiana e sorprendente. Qui l’acqua diventa lente d’ingrandimento del paesaggio, restituendo un frammento di quella rete idrica che per secoli ha modellato la pianura, alimentato fontanili, sostenuto colture e comunità.

Raggiungerlo è semplice: il laghetto si trova lungo l’asse principale di Peschiera Borromeo, in un’area facilmente accessibile sia a piedi sia in bicicletta, grazie ai percorsi che collegano il centro abitato alle zone verdi circostanti. Chi arriva in auto può orientarsi seguendo Via Matteotti, una delle direttrici più riconoscibili del comune.

Il Laghetto Azzurro è oggi una tappa significativa del racconto territoriale dell’Ecomuseo della Vettabbia e dei Fontanili: un luogo dove osservare la biodiversità locale, leggere le trasformazioni del paesaggio e ritrovare, nell’acqua ferma e nelle sue rive, la continuità tra passato agricolo e presente urbano.