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Via Caviaga, punto di arrivo e di partenza

Sommario

Il capolinea M3
5. Piazza IX novembre e sottopasso MM3 in via Marignano
Fonte: RecSando

Via Caviaga non è certo una via tra le tante che ci sono a San Donato Milanese. È per molti sandonatesi diventata il punto di partenza e di arrivo quotidiano, da quando la M3 termina e inizia la sua corsa proprio sul confine tra Milano e San Donato Milanese.

Qui a pochi passi nelle vie adiacenti dopo Piazza IX Novembre 1989 arrivano anche tutti i bus dal Sud Est Milano e tutti i cittadini che dopo essere scesi nella vicina Stazione Ferroviaria di Milano Rogoredo, arrivati con i treni Frecciarossa o Italo Treno si devono recare in visita ai parenti all’Ospedale di San Donato.

 Una via che ha da sempre una storia, vicinissima al Parco ex Snam ora Parco Mattei.
Grazie alla sua posizione strategica questo luogo è dventato la via d’accesso a Milano lungo gli assi della Paullese e della  SS9 via Emilia

Inizia il cammino verso casa

Salgo gli scalini che dalla metropolitana mi riportano sotto il cielo bianco delle giornate invernali tipiche di San Donato Milanese, l’umidità entra nelle ossa e un po’ di brina si posa velocemente sulle ciglia.

Intorno gente infreddolita dietro alle mascherine, qualche vecchia bici attaccata miseramente ad un’inutile catena, poca gente e bus vuoti.

Come spesso accade decido di fare l’ultimo tratto verso casa a piedi, percorrendo via Caviaga lungo il perimetro esterno del parco Mattei.

Via Vaviaga - Bici vandalizzata
Ci sono i cartelli del Marketing Territoriale

All’inizio della ciclovia, che grazie ai soldi messi a disposizione della Regione Lombardia, permette di arrivare nel vicino Comune di Peschiera Borromeo sono posizionati dei cartelli di marketing territoriale resi disponibili da Bicipolitana Network, grazie alla partecipazione al Bilancio Partecipativo. Cartelli che indicano i tempi di percorrenza in bicicletta o a piedi, il risparmio di CO2 che si ottiene non utilizzando un veicolo, per raggiungere dalla M3 il vicino Ospedale di San Donato Milanese “GSD SAN DONATO”., mostrando su ogni cartello un QR Code  che racconta il luogo e il prossimo punto di interesse che si incontrerà lungo il percorso. A EVF APS è subito piaciuto il progetto ideato da Bicipolitana, e si prefigge di estenderlo con la partecipazione di tutti nel Sud Est Milano per dar modo attraverso il Marketing Territoriale di far conoscere il territorio

Carpe Artem 2002
Carpe Artem 2002

Appena usciamo dalla Piazza IX NOVEMBRE 1989, troviamo anche una targa in parte rovinata, inchiodata al muro,  che ci invita ad osservare una galleria di murales a cielo aperto.
Il suo titolo suona quasi buffo nel profondo silenzio della via, una volta brulicante di ragazzi scapigliati con il borsone sulle spalle, il sudore sulla fronte, l’energia negli occhi profondi e biciclette che sfrecciavano tra i pedoni e le macchine come se non ci fosse un domani …
Oggi no, oggi non è più così, rimane solo  una pista ciclabile nuova, inaugurata nel periodo dell’emergenza pandemica, e non molto frequentata per la mancanza di alcuni servizi collaterali, necessari per i pendolari.
Anche molti impianti sportivi che si trovano proprio dietro il lungo muro di mattoni e cemento, dove si nasconde il Parco Mattei, “sono momentaneamente chiusi,(anche se)  è in corso un piano di rilancio del Parco che ha l’ambizione di riportarlo agli antichi fasti che ne hanno caratterizzato la storia”; questa la citazione sul sito del Comune, nenia che viene ripetuta da anni dalle amministrazioni, senza alcuna vera passione e volontà di rilanciare veramente il cuore pulsante, di sana aggregazione, per i giovani della città, venendo meno anche a quanto lo stesso Mattei aveva immaginato. In compenso stele e targhe ne ricordano mestamente gli antichi splendori.

Il titolo della targa appesa sul muro è “Carpe Artem 2002 – Fase 1 – l’aggregazione giovanile”.
Un titolo che oggi appare ironico e triste, viste le sorti del Parco Mattei.
Mi chiedo se non sia il caso di togliere l’insegna, o meglio ancora renderla degna di quel luogo voluto dal fondatore di Metanopoli, Enrico Mattei

Graffiti sul muro

I graffiti, che adornano in parte ancora oggi il perimetro, sono il frutto dell’iniziativa annunciata dalla targa stessa, per quanto ne so sono opera di giovani non professionisti con una grande passione per i colori.
La prima figura ad accogliermi è un leone un po’ appesantito, che sembra voglia farmi da guida; osservando quel suo sguardo stanco, decido di non accettare.

Graffiti Via Caviaga

Mi soffermo sulle opere con attenzione, naturalmente sono tutte in parte deteriorate dal tempo, dal vandalismo e dai muschi; dalle figure emergono occhi che esprimono dolore, sofferenza, quasi violenti. Mi fanno sentire in colpa. Sono tutti volti giovani, dai tratti delicati, violati nel colore e nelle forme, un’aria triste e rassegnata, la stessa espressione che leggo dietro le mascherine dei ragazzi che tornano da scuola.
I volti allegri degli sportivi sono diventati un ricordo malinconico, che l’arte di strada di Via Caviaga racconta con lucido realismo. 
Ci sono anche loro, i due grandi draghi di ispirazione orientale, dai colori sgargianti, ancora vividi, gli occhi in fiamme e le squame minacciose. Tengono in scacco tutti i personaggi con il loro lungo corpo di serpente, animale che notoriamente rappresenta l’inganno.
Infine, ci sono i demoni, di tutti i tipi, dagli occhi furbi e ingannatori, non hanno un aspetto giovane, rappresentano al mio sguardo, la generazione che dei giovani si è dimenticata, che è rimasta concentrata sulla propria autoaffermazione, realizzazione, appagamento; usando la gioventù come capro espiatorio, accusandoli di non fare e non capire, senza aver insegnato loro la bellezza dell’essere, dello stare insieme, del dare e ricevere senza appagamento, ma per la gioia di condividere.

Graffiti Via Caviaga
Graffiti Via Caviaga
Graffiti Via Caviaga
Graffiti Via Caviaga
Graffiti Via Caviaga
Cammino pensando a un possibile futuro

Via Caviaga, è la via dove si trovano le case che un tempo erano di proprietà dell’ ENI, costruite per i dipendenti, ora case di proprietà privata ed è per tutti da sempre la Via dove è ubicato il Parco Mattei, ex Parco Snam, simbolo da sempre dello sport e parco per i bambini, luogo dove la gioventù dovrebbe essere di casa, spazio naturale che dovrebbe essere momento di partecipazione e ascolto è invece  stato messo in un angolo, trascurato, persino dimenticato, come a voler dire che il futuro delle prossime generazioni non sia più di interesse, uno schiaffo alla gioventù.
Cammino e penso alle decisioni future che potrebbero influire negativamente sulle sorti del Parco Mattei, dato che sempre più si parla di costruire un palazzetto dello sport di 18.000 posti nell’ Area San Francesco, scomoda da raggiungere per la mancanza della metropolitana nelle vicinanze, che è ora suolo vergine e incontaminato, zona umida e boschiva che può essere valorizzata perché parte del Sentiero delle Abbazie.
Cammino verso casa, e questo bel luogo, pensando al suo possibile futuro, mi rattrista