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Ex Oratorio Zeloforomagno

L'antico oratorio di Foramagno è il più antico edificio esistente sul territorio del Comune di Peschiera Borromeo. Le sue fondamenta risalgono addirittura alla dominazione longobarda

Antico Edificio

Il terzo monumento, dopo il castello Borromeo e il castello di Lomghignana. è la chiesetta o oratorio di Via Martiri di Cefalonia a Foramagno.

Mentre i primi  godono di ottima considerazione e richiamano l’attenzione di turisti e pittori, l’oratorio giace negletto e ignorato dalla maggior parte della cittadinanza.

Le dimensioni molto piccole giocano a suo sfavore, ma quanto ad antichità merita il massimo rispetto. Le sue origini risalgono giù giù nei secoli, all’epoca della dominazione Longobarda.

Fa propendere per questa tesi l’intitolazione di un altare, fin dal secolo XIII, all’Arcangelo San Michele, venerato dai Longobardi che sono senza dubbio i fondatori di Foramagno.

 
 
Ex Oratorio Zelo Foromagno

La chiesetta divenne luogo di culto dell’insediamento longobardo che si stabilì sulle rive del fiume Lambro dopo avervi piazzato un accampamento militare per sorvegliare il guado del fiume, quando questo popolo si convertì alla religione cristiana.

Il culto vi fu celebrato fino verso la metà dell’Ottocento; successivamente finì abbandonata fu poi sconsacrata ed il locale adibito a magazzino e pollaio.

Nel catino absidale si intravedono ancora antichi affreschi: alcuni tardo-medievali, altri rinascimentali.

Disegno a china di Augusta Frappetta – Immagine tratta dall’articolo  “Tornerà a nuova vita l’ex chiesetta di Foramagno, il monumento più antico di Peschiera Borromeo” Del Prof. Sergio Leondi e pubblicato su Il Foglio di Peschiera Borromeo gennaio 2004

Manca l’altare, rimosso e usato per completare l’altare maggiore della chiesa di S.Martino a Zelo. Il soffitto a cassettoni di legno è danneggiato, ma recuperabile. L’edificio fu donato dai proprietari Parapini al Comune, a novembre 2003 sono partiti i restauri, curati dall’architetto Paolo Malcaus. I lavori ripartiti in vari lotti prevedono prima la sistemazione del tetto, poi la messa in sicurezza degli affreschi e infine tutto il resto. Data la criticità dei lavori non si concluderanno in breve tempo. L’obiettivo della ristrutturazione è quello di rivitalizzare la struttura ed inserirla nel circolo della vita sociale e culturale della città.

Fonte: a cura di Sergio Leondi, apparso sui Quaderni del Castello nel 2014.
Fotografia: Carla Paola Arcaini
Disegno a china di Augusta Frappetta