Cascina Santa Brera

La storia

Il primo documento che nomina la cascina risale al 1299, ma essa esiste probabilmente dal IX secolo, periodo in cui si diffuse in Italia il culto di Santa Brigida.
Brigida era una santa di origini irlandesi, patrona dell’isola di Kildare, dove in suo onore venne eretto un grandioso monastero del quale era abbadessa, soppresso al tempo di Enrico VIII e dello scisma anglicano.
Alla morte della santa, il suo capo venne trasferito a Lisbona, mentre le sue reliquie furono tumulate in Alsazia. Il culto della Santa Brigida si propagò di conseguenza in tutta Europa e in Italia, con particolare diffusione nelle campagne; a Santa Brigida fu infatti dedicata la chiesetta di Cascina Santa Brera, ubicata al di fuori degli insediamenti agricoli circoscritti dalla corte grande e corte piccola, che acquisirono per estensione il suddetto nome.

Cascina Santa Brera

La cascina Santa Brera è una cascina posta nei pressi del Lambro nel territorio comunale di San Giuliano Milanese a sud del centro abitato, verso Melegnano. Costituì un comune autonomo fino al 1841. Si trova a 10 Km da Milano
La piccola località rurale di Santa Brera, di antica origine, costituiva un comune compreso nella Pieve di San Giuliano, parte del Ducato di Milano, e confinava con Zivido a nord, Colturano ad est, Melegnano e Pedriano a sud, e Viboldone ad ovest. La località fece registrare solo 80 residenti al censimento del 1751. In età napoleonica, nel 1805, la popolazione era salita a 182 unità comprendendo la vicina Rocca Brivio. Nel 1809 il comune di Santa Brera venne soppresso e aggregato al limitrofo comune di Pedriano, a sua volta aggregato a Melegnano due anni dopo; tutti i centri recuperarono comunque l’autonomia nel 1816 dopo l’istituzione del Regno Lombardo-Veneto. 

Gli stessi austriaci tuttavia, nel 1841, dovettero riconoscere la razionalità dell’operato napoleonico, e così il comune di Santa Brera venne soppresso definitivamente e nuovamente aggregato a Pedriano, seguendone nel tempo le sorti.

La cascina Santa Brera è un esempio di struttura agricola laica di tipo fortificato per via della sua posizione attigua alla Rocca. Ricordando quanto già scritto in merito al suddetto impianto, non vi è alcun dubbio che il controllo strategico della biforcazione delle due valli fluviali , significava il controllo dell’intero territorio. Infatti, quando la potente famiglia Brivio, verso la fine del Duecento, acquistò dai Torriani le terre fra San Giuliano e Melegnano, si preoccupò di costruire un piccolo castello a Zivido e a sud la Rocca.
Come abbiamo avuto già modo di dire, in particolare quest’ultima controlla predominando sia la confluenza fra Vettabbia e Lambro, sia la via Emilia, sia la parte settentrionale di Melegnano.
La Cascina Santa Brera si trova a 850 metri circa da Rocca Brivio, anch’essa sull’orlo del terrazzamento, prossimo alla valle del Lambro. Ancora oggi è visibile una torre sul lato meridionale, verso Melegnano; anche l’ingresso principale è da questa parte.
Il complesso prende quindi nome dalla piccola chiesa di Santa Brigida, situata anch’essa sul ciglione, là dove una strada che porta ai campi divide le due cascine che propriamente formano il complesso rurale. L’edificio religioso, recintato da un muro in cotto con un cancelletto in ferro battuto all’ingresso, fino a tempi più recenti, aveva una scritta dipinta sul portale d’ingresso che diceva: D.OM. et Sanctae Brigidae, ora non più visibile a causa del completo abbandono in cui si trova la cappella.
L’ingresso principale (di Santa Brera piccola) porta a una corte rustica. Sulla destra è situata la casa padronale, ora in corso di ristrutturazione parziale, dalla quale traspare una certa dignità. Il cortile padronale è leggermente rialzato rispetto all’aia: una abitazione severa, verso tramontana, è caratterizzata da una gronda parecchio sporgente e da finestre ben proporzionate con un elegante davanzale in vivo. Un’iaspettata dinamicità appare a chi osserva la facciata d’ingresso padronale, giacché gli edifici sono scalati e ruotati uno rispetto all’altro e terminano contro i muri di sostegno dell’abitazione principale. Interessante e funzionale è il camino posto sopra il portone d’ingresso.

Uscendo poi dal cancello a tramontana, si trova l’altra corte (Santa Brera grande), unica nel suo genere nella zona. La pianta della seconda corte è triangolare, con l’ingresso su un vertice. Il lato verso il Lambro è particolarmente interessante, in quanto vi si trova una casa con un grande abbaino e una scala esterna in pietra; tipologia non comune da queste parti. La casa dell’affittuario ha un portico verso mezzogiorno, mentre sul lato opposto si nota un camino ben segnato all’esterno, con una grande apertura sottostante che porta in cantina: anche questo edificio è piuttosto vecchio e malridotto.
E’ indubbio che il complesso agricolo ebbe, ai tempi della sua piena funzionalità, un indirizzo zootecnico. Il cascinale ha, sul lato di nord-ovest, delle stalle per vacche da latte, ormai in disuso da anni: queste sono strutturate in cotto, con soffitti a voltine sostenute da colonne in vivo. Sovrastante la stalla vi è il fienile, collegato alla prima mediante un’apertura per il passaggio del fieno alla mangiatoia; sul fianco, il cortile occupato dalla concimaia, le stalle per le manze e il porcile con altri rustici accessori.
L’aspetto generale mostra i caratteri di un consistente rimaneggiamento strutturale attuato pressoché sul finire del Cinquecento, con qualche intervento anche nel corso del Settecento, ma l’impianto, come sappiamo, è precedente.
L’edificio fu fra l’altro quartiere generale di Francesco I di Valois-Angoulême (1494-1547) (figlio di Luisa di Savoia), e quindi teatro della battaglia del 1515 (Battaglia di Marignano detta dei Giganti). La cascina, stante la sua mole, fu presa con la forza dai Guasconi, che erano l’avanguardia di Francesco I. Questi penetrarono nell’edificio attraverso i campi, passarono a guado il fiume, indi la Vettabbia e raggiunsero la Rocca proseguendo poi fino alla cascina Santa Brigida (ora Santa Brera). Giunte sul luogo, le avanguardie si diedero al saccheggio e soprattutto a svuotare le cantine che erano piene di derrate alimentari. La cascina Santa Brera, dopo un accurato sopralluogo predisposto da alcuni emissari del re, fu quindi occupata dai francesi che qui installarono gli impianti logistici delle loro truppe.

Cascina Santa Brera ... oggi

Ai giorni nostri Cascina Santa Brera è un agriturismo, situato nel cuore del Parco Agricolo Sud Milano. Alla cascina è possibile pranzare/cenare e dormire nelle 40 camere disponibili e recentemente strutturate. Vengono coltivati frutta e ortaggi, frumento tenero da destinare alla panificazione, alberi e siepi. Allevano api, asini, bovini di razza varzese (presidio SlowFood), galline ovaiole, maiali, polli.

E’ possibile acquistare nei week end tramite la vendita diretta i salumi, le conserve, la frutta, la verdura fresca

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A soli 10km da Milano, nel cuore del parco agricolo, la Cascina Santa Brera è una realtà nata con l’obiettivo di offrire un’esperienza unica sull’agricoltura biologica. Al contrario delle classiche cascine, l’esperienza offerta a Santa Brera è unica nel suo genere. Si può pranzare/cenare rigorosamente con materie prime biologiche prodotte in loco, decidere di acquistare nei weekend tramite la vendita diretta i salumi, le conserve, la frutta e verdura fresca o semplicemente, decidere di trascorrere un meritatissimo weekend in una delle 40 camere disponibili recentemente ristrutturate.

Il progetto di Cascina Santa Brera si ispira ai principi etici della permacultura:

  • prendere la responsabilità della propria vita
  • avere cura della terra
  • avere cura delle persone
  • equa condivisione delle risorse
 

Questo principio viene portato avanti

  • praticando l’agricoltura biologica
  • massimizzando la biodiversità
  • favorendo la vita degli animali selvatici
  • lasciando libero accesso ai visitatori per una passeggiata
  • rispettando le necessità degli animali allevati anche oltre il disciplinare biologico
  • permettendo a chi aderisce al progetto “adotta un orto” di raccogliersi personalmente la verdura
  • organizzando visite guidate e incontri di approfondimento aperti a tutti
  • insegnando a chi vuole intraprendere un’attività agricola le tecniche e i principi utili per favorire i risultati
  • ospitando volontari e studenti da tutto il mondo per uno scambio di esperienze e di culture aumentando i posti di lavoro
  • producendo cibo sano per i residenti, per gli abbonati e per tutti i clienti
  • educando bambini e famiglie alla responsabilità ambientale e sociale
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