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Cascina Cassinazza

I primi proprietari furono i Conti d’Adda, almeno fino al 1754, quando subentrarono i Serbelloni che, secondo il rogito scritto dal notaio Gian Francesco Botta, acquisirono “il molino e pradello annesso, la Possessione Crosina, la Possessione Cassinazza, il Molino detto della Crosina”(cfr. Pantigliate e la Cascina dei Nobili).  Si tratta dei fratelli Duca Gabrio II, Cardinale Fabrizio , Maresciallo Conte Giovanni Battista e Conte Galeazzo. Con questo, i conti Serbelloni diventano i più ricchi proprietari terrieri della zona.  Alla morte dei tre fratelli, l’unico superstite Duca Gabrio II eredita tutto quanto. Il figlio, Gian Galeazzo, che fa costruire il Palazzo Serbelloni di Corso Venezia a Milano, ha una figlia, Maria Luigia, che sposa nel 1789 il Marchese Ludovico Busca Arconati Visconti. Con Maria Luigia, si estingue il ramo “Serbelloni” e pertanto la proprietà della Cascinazza passa ai Busca. In seguito, sempre per matrimonio ed eredità, la proprietà passa ai Sola Cabiati.

Infine, nel 1972, una società finanziaria che comprende anche la STAR acquistò dagli eredi Sola Cabiati cinque poderi: quelli di Cassinazza e Crocina di Pantigliate, Crocina, Cassinazza  e Paradiso in Rodano.
SI tratta della cascina più ampia e imponente del territorio di Pantigliate: da qui, il suffisso “azza”, che ne esalta la grandiosità.
Le prime tracce della sua esistenza risalgono al XVI secolo, ma probabilmente esisteva anche prima.
Dal punto di vista architettonico, ha la forma di una elle rovesciata: a nord, la casa padronale, a est le stalle, laboratori per la lavorazione del latte e alcuni magazzini.
Al suo interno è presente un fontanile, un tempo probabilmente utilizzato come riserva di pesci.
All’interno del giardino c’è un cerchio, che si presume fungesse da ghiacciaia, per conservare i cibi e preparare il burro.
La Cassinazza ha subito, nel tempo, alcune trasformazioni.
Nel 1721, all’epoca delle rilevazioni per il catasto, aveva la forma di una elle ruotata di 180 gradi.
Il cortile era recintato, sui lati occidentale e meridionale, da un fontanile.
Probabilmente la prima trasformazione si ebbe nell’ottocento, quando la cascina assunse una forma trapezoidale, con delle torrette, che assicurano una protezione dagli assalti degli eserciti francese ed austriaco e dalle incursioni dei briganti.
Allo stesso tempo, l’espansione segna anche lo sviluppo dell’attività aziendale della cascina. Il fontanile, che prima sgorgava a nord, ora delimita il fronte meridionale della cascina, puntando poi verso la Paullese.
All’inizio del novecento, sono state demolite e ricostruite le stalle. Dal 1945, alla fine della Guerra, la Cassinazza viene ulteriormente modificata: una corte quadrata, sulla quale si affacciano tutti gli edifici.
Purtroppo, a partire dagli anni ’70, la Cascina ha subito un pesante degrado e, nel 1984, si è giunti alla dismissione completa.
Negli ultimi anni, si è tentato di recuperare la Cascinazza costituendo una Società con lo scopo di ristrutturare la cascina a fini residenziali.

Fonte: SERGIO LEONDI – PANTIGLIATE E “LA CASCINA DEI NOBILI” – Patrocinio del Comune di Pantigliate