Quel campo di grano tra le due cascine

Amo il mare… ma mio elemento è la terra, in particolare quella pianeggiante della campagna, quando le pianure sono color oro, il sole cuoce e incombe, il canto dei grilli si confonde con il brusio degli insetti, le sterpaglie pungono le gambe sudate e tutto il resto è silenzio.
La campagna per me è conciliazione con la terra e la terra è solidità; la terra è il piede che si ancora al terreno, le mani segnate dalla fatica, la terra è verità.
Nella terra, nelle fattorie in rovina, tra le stalle, sono radicati i miei valori e soprattutto il mio rispetto genuino e autentico per il Creato.

La terra è libertà ed educazione, la campagna sono i pranzi della domenica a casa dei nostri vecchi.

La mia è una famiglia piccola che si ritrova raramente, ma quando ci diamo appuntamento per un pranzo nelle campagne, torniamo ad essere le persone genuine che ricordo da bambina, un po’ chiassose sì, ma, quando riusciamo a trovare l’equilibrio, anche molto allegre.

Da piccola giocavo nel grano con gli amici, entravo ed uscivo dalle stalle, mi perdevo nei campi e le giornate erano libertà, gioia, spensieratezza, ginocchia sbucciate e la mamma che ci cercava all’imbrunire.


Per questo il grano mi mette allegria e trovo che sia un bel ornamento anche per la tavola, così quando posso, vado ancora a spigolare per realizzare ogni volta nuove composizioni.

Passeggio spesso nella campagna, sola o in compagnia di poche e speciali persone, l’aria pesante paradossalmente mi dà ossigeno, i pensieri fioriscono come i papaveri nel grano e mi ritrovo felicemente tra i mie sogni, proprio come quando leggo un bel libro, anzi, meglio.

Tra le cascine del basso milanese

Così, un caldo pomeriggio d’estate, insieme ad un’amica fraterna, abbiamo intrapreso un percorso nel territorio di San Giuliano Milanese trai campi, da cascina Carlotta a cascina Santa Brera (e ritorno).

A cascina Carlotta quel giorno facevano festa, ma il fattore trovò il tempo di aiutarci ad accedere ai sentieri attraverso alcuni cancelli della proprietà.

Salutammo, ringraziammo e accompagnate dal sole che splendeva sulle nostre teste, percorremmo un itinerario molto variegato, tra capannoni, prati incolti, pannocchie che ci sovrastavano, tratti nei boschi, ruscelli popolati da anatre con i loro pulcini a seguito, libellule, api, cinguettii e chiuse, fino ai margini di cascina Santa Brera, dove ci ristorammo per poi rimetterci in cammino, ma non prima di visitare Rocca Brivio, che sorge imponente proprio tra i campi… ma questa è un’altra storia.

A distanza di tempo, anche nelle nebbiose giornate invernali, pensando a quel giorno, sento la forza del sole risplendere su di noi per illuminare il sentiero e dare vita alla terra.

Scritto da Deborah Esposito per Ecomuseo Vettabbia Fontanili

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